Corleone 8 aprile 2018 – Si è tenuto nella serata di ieri a Corleone un incontro organizzato dal Rotary Club di Corleone con la partecipazione dei Rotary Club “Lercara Friddi”, “Bivona – Montagna delle rose Magazzolo” e del Kiwanis Club di Palermo, sul tema: "La condizione della donna nella società tunisina-Evoluzione dal 2011 ad aggi". Sono intervenuti come relatori il Console Tunisino a Palermo, Jabel Ben Belgacem, e la Vice Console Ines Khedri accompagnati dal responsabile amministrativo e finanziario del consolato Bacem Ben Tita.
L’intervento dei relatori è stato preceduto dalla presentazione e dal saluto del Presidente del Rotary Club di Corleone Salvatore Vacante e dei presidenti dei club partecipanti Aldo Giordano e Antonino Abate e dal Past-Luogotenente dei Kiwanis Sicilia 6 Marcello Barbaro.
Salvatore Vacante, nella presentazione della conferenza ha fatto una breve panoramica sull’evoluzione della condizione della donna nel mondo orientale ed in quello occidentale sottolineando come il rispetto e la valorizzazione della donna voluto dal Profeta Maometto non trovi attualmente riscontro in molte delle società del mondo mussulmano. A questo proposito assume una posizione di assoluto rilievo la realtà tunisina, esemplare non solo nel mondo arabo ma anche nei confronti di quello occidentale.
Il Console Jabel Ben Belgacem ha posto l’accento sull’attuale legislazione tunisina in tema di pari opportunità che, a partire dall’abolizione della poligamia risalente al periodo appena successivo all’indipendenza, ha subito un’accelerazione proprio dal 2011 portando la Tunisia ai livelli delle nazioni più avanzate su questo tema.
Ha parlato degli articoli della costituzione che garantiscono l’assoluta parità fra uomini e donne e di quelli che stabiliscono la laicità dello stato, successivamente ha citato le leggi che considerano reato penale le discriminazioni salariali fra uomini e donne, la legge elettorale che determina, con il meccanismo dell’alternanza dei sessi nelle liste, un’effettiva parità fra gli eletti, infine ha citato la legge che consente il matrimonio fra donne mussulmane e uomini di altre religioni senza porre alcun limite, fatto piuttosto raro nei paesi a maggioranza islamica.
Il risultato è stato l’incremento della partecipazione delle donne in tutti i settori, dalla magistratura alla sanità, dalla pubblica amministrazione all’istruzione dove le donne sono ormai la maggioranza a tutti i livelli anche in quello accademico. A testimonianza di ciò, anche al Consolato di Palermo la maggioranza dei funzionari è costituita da donne, così come donne sono entrambe le vice consoli.
La Vice Console Ines Khedri, ha sottolineato l’importanza di giungere oggi alla completa uguaglianza tra uomini e donne in tutti gli ambiti, per costruire un futuro migliore per le generazioni future.
In particolare, il diplomatico, ha sottolineato come in Tunisia, dopo la conquista della sua indipendenza e fino dall’adozione del codice rivoluzionario del 1956, ha accordato alle donne dei vantaggi maggiori rispetto alla condizione del passato. Tale percorso di evoluzione è stato intrapreso dal pensatore e politico Tahar Hadda che ha trovato un sostegno nel presidente tunisino Habib Bourguiba, facilitando il percorso delle conquiste di libertà che nel passato erano state negate alle donne tunisine.
Tali conquiste anno fatto in modo che oggi molte donne sono impegnate nella società tunisina, sia nella politica, anche all’interno del governo, che nelle attività sociali.
Infine dal 2011 è iniziato un processo di crescita che ha portato l’organizzazione patronale “UTICA”, la “Lega tunisina dei diritti dell’Uomo” e l’Ordine degli Avvocati tunisini ad avere il premio Nobel per la pace del 2015 per il contributo alla transazione democratica in Tunisia, che ha avuto un pieno riconoscimento nell’approvazione all’unanimità, nel luglio del 2017, della legge sulla protezione contro le violenze sulle donne.
SV
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