Rotary Corleone

Banner 1 Banner 6
Condividi  
Pinocchio di Madè

Pinocchio ,dopo avere visitato i capoluoghi siciliani,arriva a Corleone dove riceve, sotto lo sguardo dei figli illustri corleonesi Bentivegna, Rizzotto , Verro, San Leoluca, San Bernardo ,il libro della lex dalle mani di Giuseppe Letizia con l'impegno di trasmetterlo agli studenti di Corleone e della Sicilia tutta , sotto i raggi misericordiosi di un Sole d'Amore

 

Presentazione della Mostra da parte del Governatore Distretto 2110 Sicilia-Malta Gaetano Lo Cicero

Coinvolgere gli alunni delle Scuole Elementari e delle prime classi della Scuola Media nel presentare loro, le avventure collodiane di Pinocchio è già di per sé una esperienza esaltante; se a questo semplice compito si aggiunge la fantasia artistica di collocare le avventure di Pinocchio in Sicilia e quindi nello stesso tempo fare interessare l'alunno alla Storia della Sicilia in un'atmosfera fra il mitico ed il realistico popolare allora l'esperienza da esaltante diventa oltremodo appassionante per noi tutti, e in particolare per quelli di noi che in Sicilia viviamo.

Ma se Pinocchio, nel suo vagabondare in terre di Sicilia, arriva a Corleone e qui riceve da Giuseppe Letizia, vittima precoce della violenza mafiosa, il libro della Lex con il compito di donarlo agli alunni di ogni tempo , allora l'esperienza ,frutto della fantasia artistica di Pippo Madè , diventa unica e indovinata nella sua elementare rappresentazione di fare coincidere la sicilianità con la legalità , di fare di Pinocchio
il simbolo universale della consapevolezza di essere uomo in quanto “relazione” umana che necessita di regole per una civile convivenza.

Per questi motivi il Rotary International Distretto 2110 Sicilia-Malta ha, con particolare apprezzamento, condiviso e promosso il Progetto sulla legalità presentato dal Rotary Club Corleone della Mostra di Pinocchio di Madè; e per gli stessi motivi che il Distretto 2110 ringrazia con gioiosa e sincera amicizia il Rotary Club Corleone.

 Governatore Gaetano Lo Cicero

 

 

Presentazione del Presidente Rotary Club Corleone

In occasione del ventennale, il Rotary Club Corleone propone, come progetto sulla legalità, la mostra “Pinocchio” di Pippo Madè occasione che consente ai piccoli alunni del territorio corleonese di conoscere la storia raccontata da Collodi fotografata in ventidue dipinti, secondo la cifra raffigurativa del pittore siciliano.
Madè fa rivivere Pinocchio in un contesto scenografico dall'estetica marcatamente siciliana con il risultato di accrescere l'interesse, non solo per il capolavoro di origine toscana, ma anche per la incantevole storia della Sicilia e per la diffusione della legalità.
Il progetto mira a promuovere il senso di giustizia e legalità sul palcoscenico delle terre siciliane e corleonesi, rifuggendo da quell'immaginario collettivo sovente accompagnato da un alone di negatività, che, però, negli ultimi venti anni si mostra in controtendenza rispetto al percorso di valorizzazione dei suoi figli più illustri in uno all'intenso risveglio culturale della cittadinanza, dove preminente è stata l'opera instancabile di alcuni rappresentanti del clero e soprattutto l'attività propositiva culturale di numerose Associazioni.
In questo contesto, la Scuola possiede un compito primario nel trasmettere ai “figli attuali” l'interesse emozionale per la libertà delle scelte, preferibilmente scelte rivolte al Bene e alla Giustizia, che dopotutto sono scelte di vita autentica presupposto indispensabile di convivenza civile.
La scuola vista, quindi, come strumento di conoscenza delle regole, delle abitudini, dei premi, ma soprattutto come percorso formativo che ha il compito di innescare la consapevolezza dell'esistenza di un “tribunale interno” nella coscienza del bambino che sarà l'uomo di domani, il compito di portare fuori il “grillo parlante” presente in ognuno di noi, il compito di educare “l'orecchio etico” a sapere ascoltare, di educare “il buon gusto morale” ad assaporare le scelte, il compito di “innaffiare” e fare crescere una “coscienza” che se ben fortificata sarà la bussola di salvezza dell'uomo di domani, nella consapevolezza che tutto ciò che è “Male” e che noi chiamiamo “Cattivo” non ci consente di “vivere bene”.
Pinocchio diventa uomo non appena ha la consapevolezza di comprendere l'uso ottimale che può fare della sua libertà di scelta, perde l'ingessatura lignea, non appena comprende che la sua libertà finisce dove comincia la libertà dell'altro, che le regole non sono opprimenti ma necessarie al “vivere insieme agli altri”, che la giustizia, derivante dall'osservanza delle regole, vuole ristabilire una certa uguaglianza fra il forte e il debole, (perché il forte, se non è buono, è sempre intenzionato a sopraffare il debole) fra il sapiente e l'ignorante (perché la sapienza praticata senza amore rende scaltri a scapito dell'ignorante).
A tal proposito, la prima cosa che il bambino impara in qualsiasi famiglia siciliana è che “la vita è de ifurbi”, e “furbi bisogna essere fin da bambini” per farsi strada nel mondo. 
La scuola e la società dovrebbero farsi carico di ribaltare tale impostazione e proporsi di sostituire il termine furbo (che implica la saggezza senza amore con uso distorto dell'intelligenza grazie allo spiccato egoismo rivolto al bene del singolo, o di un gruppo a danno di altri) con il termine “intelligente” che implica la relazione sana con l'altro, il superamento dell'egoismo autoreferenziale tipico del narcisista, il quale, affetto da questo morbo infestante della nostra epoca dell'immagine, vede negli altri solo se stesso e trasforma in menzogna tutto quello che dice e che fa, come del resto opera Pinocchio nella fase di burattino.
Egli si trasforma poi in essere umano (in carne e ossa) e diventa una persona “intelligente” non appena decide l'adesione spontanea a un ideale di valori, collante necessario al Bene Comune, dove l'insieme delle regole (il diritto) si prefigge il compito di rendere a ciascuno quello che gli è dovuto armonizzando le disuguaglianze!
Sull'abbrivio dell'equazione aristotelica “a ciascuno il suo”, Pippo Madè dà vita a un quadro-logos per la Mostra di Pinocchio: sullo sfondo delle due rocche (inferiore e superiore), tipiche formazioni rocciose plasmate dal tempo, il “burattino” riceve il libro delle regole (lex) da personaggi illustri di Corleone: da Placido Rizzotto, a Bernardino Verro, da Francesco Bentivegna, a San Leoluca e San Bernardo.
Nell'epicentro raffigurativo, la figura di Giuseppe Letizia, vittima precoce della ferocia mafiosa che suggerisce a Pinocchio di trasmettere il libro della lex ai suoi coetanei alunni di Corleone in un'atmosfera di reciproca intesa che va oltre la giustizia temporale (in quanto presuppone la punizione), oltre la compassione (che richiede scene di dolore), oltre l'indulgenza (che è superficiale), oltre la clemenza (che presuppone la riconciliazione), in un'atmosfera di francescano amore misericordioso che abbraccia il suo destino.
Grazie al maestro Madè, al sacrificio umano di Giuseppe Letizia viene restituita quella eco simbolica che a oggi non glierastata conferita.

Salvatore Miceli Presidente Rotary Corleone

 

Convegno 22 Dicembre 2012 ore 10-13 ed ore 16-19 presso Complesso Monumentale Sant'Agostino Corleone

LEGALITA' : STRUMENTO DI PACE E SVILUPPO SOCIALE

 

Contatti